La nuova frontiera della solidarietà: il testamento solidale

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Dal testamento al testamento solidale

Lo strumento giuridico tramite il quale, ogni individuo, può disporre in merito ad uno o più beni e, quindi, del proprio patrimonio, per il tempo in cui lo stesso non potrà più disporne, designando come suo successore una persona o un’entità, è il testamento. Qualora, invece, il soggetto decida di non redigere alcun testamento, la successione non sarà testamentaria bensì legittima, in quanto verrà devoluta nelle modalità e secondo le quote stabilite dalla legge.

Bisogna evidenziare come, anche nel caso in cui il soggetto decida di stilare testamento è tenuto al rispetto di determinate modalità e, soprattutto, al rispetto di determinate quote. Infatti, il soggetto che decide di lasciare i suoi beni mediante un testamento gode sicuramente di maggior libertà rispetto al soggetto che non redigendo alcun testamento si affida esclusivamente alle quote secondo quanto stabilito dal codice civile. Tuttavia, anche nel caso in cui il soggetto decida di lasciare la propria eredità tramite la redazione di un testamento sarà tenuto al rispetto delle quote riservate ai legittimari, ovverosia persone nei confronti delle quali la legge riserva obbligatoriamente una quota di eredità o altri diritti nella successione; quote, quelle riservate ai legittimari, che non possono essere lese. Difatti alla categoria dei legittimari spetta sempre una quota di successione, tant’è che, tale porzione di successione, è anche detta successione necessaria.

 

Il beneficio che spetta al soggetto che, invece di affidarsi esclusivamente ai criteri stabiliti dalla legge, sceglie di redigere testamento, è costituito dalla circostanza che, sempre nel rispetto della successione necessaria, può liberamente decidere a chi devolvere la restante parte di eredità, la quale rappresenta la cosiddetta quota disponibile, in ragione del fatto che, il testatore, appunto, può scegliere senza alcun tipo di vincolo a chi devolvere la quota di eredità in oggetto.

 

Tra i soggetti che possono beneficiare dei lasciti testamentari vi sono sia le persone fisiche che le persone giuridiche nonché le associazioni non lucrative o, comunque, enti che si occupano del terzo settore.
Come è noto, il legislatore disciplina varie tipologie di testamento. Le forme ordinarie di testamento sono tre: olografo, pubblico e segreto. Tra questi tre tipi di testamento, i più diffusi sono il testamento olografo e quello pubblico, considerato lo scarso utilizzo che viene fatto del testamento segreto.

Il testamento olografo, ai sensi dell’art. 602 c.c., viene a configurarsi qualora il testamento sia scritto, datato e sottoscritto di proprio pugno dal testatore senza l’intervento del notaio, se non al momento dell’apertura della successione.

 

Diversamente, il testamento pubblico (redatto per atto notarile), secondo quanto disciplinato dall’art. 603 c.c., è quella tipologia di testamento ordinario che si configura quando il soggetto testatore, recandosi dal notaio, dichiara le sue volontà testamentarie, alla continua presenza di due testimoni, le quali, a cura del notaio stesso, verranno riportate per iscritto nell’atto testamentario.

 

Infine, relativamente al testamento segreto, come detto la meno utilizzata tra le tipologie di testamento ordinarie, è regolamentato dagli articoli 604 e seguenti del codice civile. Le peculiarità che contraddistinguono tale tipologia di testamento sono date dal fatto che, il testatore, consegna il testamento in busta chiusa al notaio, il quale provvede a sigillare la scheda testamentaria e a redigere l’atto di ricevimento del testamento, anche in tal caso, alla presenza continua di due testimoni.

 

I principi cardine sui quali si basa il testamento sono:

  • certezza (è necessario indicare in modo chiaro e preciso il soggetto nei confronti del quale è dettata la disposizione testamentaria);
  • personalità (il testamento è un atto personale, volto ad esprimere in modo esclusivo le volontà personali);
  • formalismo (è sottoposto a determinate regole che debbono essere tassativamente rispettate, pena l’invalidità);
  • revocabilità (è in ogni momento revocabile, modificabile e aggiornabile, fino all’ultimo momento di vita).

 

La successione, alla luce di quanto stabilito dal legislatore ai sensi dell’art. 456 c.c., si apre al momento della morte del de cuius, pertanto, sia se si tratta di successioni legittime, tanto se si tratti di successioni testamentarie, per godere di uno o più beni lasciati in eredità bisogna attendere la morte del soggetto medesimo.

 

Per meglio analizzare il testamento solidale è necessario partire dalla quota di cui il testatore può disporre liberamente nel caso vi siano soggetti legittimari, ossia la quota disponibile. Infatti, la quota disponibile, rappresenta una porzione alquanto rilevante del testamento sia dal punto di vista del testatore, il quale tramite la stessa può, libero da ogni vincolo, decidere a chi devolvere parte della sua eredità e, al contempo, relativamente all’aspetto solidaristico, è da considerarsi quale fondamentale contributo per la sussistenza dei soggetti giuridici che si occupano del terzo settore, visto che, anche grazie a tali tipi di lasciti, le organizzazioni impegnate nel sociale, riescono a sostenere i costi delle attività svolte.

 

Il testamento solidale, non costituisce una nuova ed ulteriore forma rispetto alle tipologie di testamento sopra analizzate, piuttosto è da considerarsi quale aspetto e, soprattutto, finalità che si intende attribuire al testamento prescindendo dalla forma testamentaria che il testatore decida di utilizzare. Invero, il testamento, è possibile definirlo solidale, qualora il testatore decida di devolvere la quota disponibile di eredità -in parte o tutta- ad un’entità giuridica del terzo settore, ovverosia il settore composto dalle organizzazioni che si occupano di volontariato, di promozione sociale e dalle ONLUS. Il testamento solidale, di conseguenza, è tale quando, mediante la redazione di un testamento, qualsiasi forma si decida di adottare, si sceglie di lasciare i propri beni, una volta che non si potrà più di disporre di essi, ad una o più associazioni o enti del terzo settore, sia in qualità di erede -qualora non vi siano altri soggetti in concorrenza- che in qualità di legatari -qualora si tratti di un singolo lascito.

 

Mediante l’utilizzo del testamento, sia che esso possa definirsi solidale o meno, è possibile lasciare diverse tipologie di beni, quali somme di danaro, azioni, titoli d’investimento, beni mobili e immobili in genere, nonché la propria polizza vita indicando, appunto, in modo chiaro e puntuale, il soggetto beneficiario. Cosicché, al contrario di quanto si verificava in tempi ormai distanti, dove erano solo persone con grandi ricchezze o filantropi a decidere di redigere le prime forme di testamento solidale, i quali destinavano ingenti somme di danaro o beni di un certo valore, oggi, il trend è cambiato; in effetti, per far si che determinati enti, che si occupano del terzo settore, possano godere di lasciti testamentari solidali è sufficiente destinare a questi ultimi anche piccole somme di danaro o comunque beni che non necessariamente abbiano un valore smisurato.

 

Chiunque può decidere di lasciare qualcosa affinché si possano tramandare i propri valori lasciando un segno di noi quando non ci saremo più, aiutando, contemporaneamente, enti che, viste le attività che svolgono, debbono considerarsi meritevoli di un tale gesto.

 

L’utilizzo dell’istituto giuridico del testamento, ha subito un notevole incremento negli ultimi anni e, di tale incremento, ne hanno risentito positivamente, anche i cosiddetti testamenti solidali, i quali, oltre che essere particolarmente in voga tra le celebrità, hanno attratto anche e soprattutto persone senza grandi patrimoni e under 35.

 

Aspetto di significativa rilevanza è quello relativo ai costi: infatti, redigere un testamento, che si possa definire solidale, ossia che comprenda un lascito nei confronti di enti solidaliristici, non comporta costi aggiuntivi, rispetto ai costi che, il soggetto testatore, deve comunque assumersi per la redazione del testamento. Inoltre, è opportuno segnalare come, l’eredità o parte di essa, che viene devoluta alle organizzazioni o comunque a enti senza scopo di lucro, non è soggetta ad alcun tipo di imposte.

 

In conclusione, è possibile effettuare lasciti testamentari solidali per chiunque, anche con piccole somme di danaro, così da contribuire allo scopo che si prefiggono enti del terzo settore tramandando, simultaneamente, con un gesto significativo, un ricordo della propria persona.

 

Dott. Dario Antonacci

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