Il diritto di poter scegliere liberamente tramite il testamento biologico

[Voti: 12   Media: 5/5]
testamento biologico

A distanza di oltre trenta anni dalla prima proposta di legge, è stata creata una norma finalizzata a disciplinare il delicato tema del testamento biologico.

Definito in gergo testamento biologico, con l’approvazione della legge n. 219 del 22 dicembre 2017, il legislatore ha ritenuto opportuno attribuire un differente e più tecnico nomen iuris. Infatti, la norma testè citata, regolamenta il consenso informato e, appunto, le Disposizioni Anticipate di Trattamento, anche conosciute con l’acronimo DAT.
La norma di cui in epigrafe, conferisce all’individuo, un ruolo di centralità assoluta, proiettando nel futuro le volontà del disponente e dando piena attuazione al principio della decisione “ora per allora”.
Il Belgio è stata la prima nazione al mondo, nel 2014, a legalizzare l’eutanasia senza limiti di età. Adottata nel 2000 ed è entrata in vigore a partire dal 2002. In Svizzera invece è consentita la pratica del suicidio assistito a condizione che il soggetto sia malato terminale e affetto da gravi malattie.

In cosa si distingue dall’eutanasia o dal suicidio assistito?

L’esclusiva funzione del testamento biologico è quella di consentire ad un soggetto di esprimere anticipatamente il consenso o il rifiuto relativamente a determinati tipi di trattamenti sanitari, qualora si dovessero verificare specifiche condizioni sanitarie. Affinché un determinato individuo possa redigere le proprie DAT è indispensabile che lo stesso abbia la maggiore età e sia capace di intendere e di volere.

Chi sono i soggetti che vengono coinvolti dalla redazione delle DAT?

Il primo ad essere coinvolto è il disponente cioè il soggetto nei confronti del quale eventualmente, in futuro, si produrranno gli effetti delle dichiarazioni stesse. Poi vi è il fiduciario, soggetto nominato dal disponente per fare le sue veci se quest’ultimo non è più in grado di esprimere le proprie intenzioni.
Terzo soggetto è il medico, il quale è tenuto al rispetto delle volontà del disponente. Quarta figura è il soggetto che è tenuto a ricevere le disposizioni (notaio,comune di residenza, strutture sanitarie).

Quale forma e quali modifiche si possono apportare?

La forma che le DAT devono necessariamente assumere,  può essere quella dell’atto pubblico (dinnanzi ad un notaio), o di scrittura privata autenticata nelle sottoscrizioni, o di semplice scrittura privata, anche attraverso l’utilizzo di videoregistrazioni o puntatori laser.
Come noto, con le medesime forme, le disposizioni possono essere rinnovate, modificate o revocate in ogni momento.  Se ragioni di emergenza e urgenza dovessero impedire di procedere alla revoca con le modalità sopra menzionate, le disposizione medesime possono essere revocate con dichiarazione verbale raccolta o videoregistrata da un medico, con l’assistenza di due testimoni. In aggiunta il comma 6, dell’art. 4 stabilisce che, il testamento biologico, è esente dall’obbligo di registrazione, dall’imposta di bollo e da qualsiasi altro tributo, imposta, diritto e tassa.

In definitiva, gli effetti positivi dell’approvazione della legge che disciplina le Disposizioni Anticipate di Trattamento si propagano in favore del disponente -consentendogli di avere la certezza che le proprie volontà trovino attuazione-, dei familiari del disponente -sollevandoli dall’angoscia di dover decidere su questioni così delicate, in luogo del disponente, limitando gli scrupoli di coscienza- ed, infine, del medico -il quale, rispettando le DAT, sarà libero da responsabilità, anche di natura giudiziaria.

Cerca

Ultimi Articoli

Categorie

Categorie

"Doniamo un sorriso a chi sorride solo con gli occhi"

Facebook Comments