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Ragazze che danno il cinque con la mano

Un battimano a sostegno degli enti no profit

Nello scrivere questo articolo stavo pensando a quanto sono importanti i valori che ci trasmette lo sport e il titolo vieni fuori proprio da questo. Pensiamo a quante volte durante una partita di volley, football, calcio si danno il cinque i giocatori, le giocatrici.

Un gesto semplice che da il senso di qualcosa di ben fatto, di aiuto, di consenso, di approvazione, di incoraggiamento e che trasmette emozione. Un gesto che troviamo di routine negli sport di squadra a cui spesso noi spettatori non diamo la giusta attenzione perché per noi il risultato è determinato dalla rovesciata in goal di CR7 non da una sinergia di squadra.

Il simpatico Antonino Di Pietro potrebbe chiedermi:“che c’azzecca sto battimano con il no profit?”

I valori precedentemente esposti rappresentano in toto i principi che ognuno di noi (forse inconsapevolmente) riversa nel donare il suo cinque per mille agli enti no profit. E come se per un secondo compilando la dichiarazione dei redditi diamo un cinque all’associazione che si è scelta. Si diventa parte di una squadra, dove sono io per primo a dare un cinque ad un malato che soffre, ad un volontario che spende molto del suo tempo per gli altri, ad un Presidente che ha sul groppone la responsabilità di un’organizzazione, ad un altro donatore che condivide con me la stessa missione di aiuto.

Il cinque per mille, un’azione importante, gratuita, fondamentale perché rappresenta la forma di sostegno principale per tutte le associazioni Onlus (e non solo).
Giugno per noi italiani è il mese delle tasse ma può essere anche il mese della solidarietà se non dimentichiamo di indicare al nostro commercialista il codice fiscale dell’associazione che vogliamo sostenere.

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